Prestazione Oculistica
Esami diagnostici
Una diagnosi oculistica precisa si basa su esami strumentali avanzati come OCT, topografia corneale e campo visivo. Queste tecnologie non invasive permettono di individuare precocemente patologie oculari e definire terapie personalizzate per ogni paziente, migliorando l’efficacia degli interventi e preservando la salute visiva.
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Esami diagnostici
Una diagnosi accurata e tempestiva è la base di ogni terapia oftalmica efficace. L’occhio è un organo complesso e le patologie che lo colpiscono, dalla cataratta al glaucoma, dalle maculopatie alle alterazioni corneali, richiedono strumenti diagnostici di elevata tecnologia che, grazie alla loro precidione, possano “vedere” ciò che l’occhio umano, anche quello esperto, non può cogliere.
La tecnologia moderna, per fortuna, ha messo a disposizione dell’oftalmologia esami non invasivi e rapidi, capaci di fornire mappe dettagliate e misurazioni millimetriche delle strutture oculari e il Dott. Luca Cappuccini si avvale di esami diagnostici avanzati per inquadrare ogni patologia con la massima oggettività possibile, assicurando al paziente la migliore strategia terapeutica fin dalla prima visita.
Visita oculistica completa
La visita oculistica completa è il punto di partenza di ogni valutazione specialistica. L’obiettivo primario è valutare la funzionalità visiva e la salute di tutte le componenti dell’occhio.
La visita inizia sempre con una dettagliata anamnesi (raccolta della storia clinica), seguita dalla misurazione dell’acuità visiva e dalla refrazione per determinare la corretta prescrizione ottica. Successivamente, vengono eseguiti: la tonometria per misurare la pressione intraoculare (essenziale nello screening per il glaucoma); l’esame alla lampada a fessura (biomicroscopia) per valutare cornea, iride e cristallino; l’esame del fondo oculare, che, previa dilatazione pupillare, permette di osservare retina e nervo ottico.
La visita completa è il primo indispensabile passo per la prevenzione e la gestione di qualsiasi problematica visiva.
Tomografia a coerenza ottica (OCT e Angio OCT)
La tomografia a coerenza ottica (OCT) è, oggi, l’esame di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio delle patologie retiniche e del nervo ottico. Sfruttando onde luminose, l’OCT crea immagini sezionali e tridimensionali ad altissima risoluzione, fornendo una vera e propria “”biopsia ottica”” della retina senza contatto o invasività. In particolare, questo strumento permette di misurare lo spessore della retina e delle fibre nervose, fondamentale per diagnosticare e seguire l’evoluzione del glaucoma, oltre che di identificare e quantificare tutte le patologie maculari come l’edema maculare, il pucker, i fori maculari e la degenerazione maculare legata all’età.
L’angiografia OCT (angio OCT) è un’evoluzione dell’esame. Questa tecnica permette di visualizzare la rete vascolare della retina e della coroide senza la necessità di iniettare un mezzo di contrasto (come avviene nella fluorangiografia tradizionale). L’Angio OCT è fondamentale per la diagnosi precoce di patologie vascolari come la retinopatia diabetica e la degenerazione maculare senile (DMLE), offrendo una mappa dettagliata e non invasiva della perfusione sanguigna retinica.
Topografia corneale
La topografia corneale è un esame essenziale per mappare la curvatura e la forma della cornea, la lente trasparente anteriore dell’occhio. Consiste in un’indagine non a contatto che fornisce una vera e propria “”carta geografica”” della superficie corneale, rappresentando ogni variazione di curvatura con codici colore.
Questo strumento è indispensabile per la diagnosi di patologie che alterano la geometria della cornea, come il cheratocono, una malattia degenerativa in cui la cornea si assottiglia e assume una forma conica irregolare. La topografia è ugualmente utile in chirurgia: viene utilizzata, infatti, per la valutazione pre-operatoria in tutti gli interventi di chirurgia refrattiva (per la correzione di miopia e astigmatismo) e per la pianificazione degli interventi di trapianto di cornea, come la cheratoplastica. L’accuratezza di questo esame garantisce che ogni trattamento ottico o chirurgico sia perfettamente allineato alle caratteristiche uniche dell’occhio del paziente.
Conta cellule endoteliali (microscopia confocale)
L’endotelio corneale è lo strato più interno della cornea, composto da un unico strato di cellule che hanno il compito vitale di impermeabilizzare la cornea mantenendola trasparente, grazie anche a un sistema attivo di pompaggio che svolgono nei confronti dei liquidi in eccesso. Le cellule endoteliali, così come i neuroni cerebrali e a differenza di quelle di altre parti del corpo, non si rigenerano e la conta delle cellule endoteliali è un esame fondamentale per valutarne la densità, la forma (morfologia) e la distribuzione.
La salute e il numero di queste cellule sono indicatori essenziali per diverse ragioni: il monitoraggio di patologie come la distrofia di Fuchs, la valutazione dei danni causati da traumi o infiammazioni e, in particolare, la valutazione pre-operatoria prima dell’intervento di cataratta. . Un basso numero di cellule endoteliali può indicare un rischio maggiore di edema corneale dopo l’intervento chirurgico. Inoltre, si può utilizzare questa misurazione per definire la sicurezza, la prognosi e l’efficacia di interventi delicati, come le cheratoplastiche endoteliali.
Biometria oculare
La biometria oculare è un esame diagnostico che misura con grande precisione le dimensioni e le strutture interne dell’occhio, in particolare la lunghezza assiale (la distanza tra la cornea e la retina) e la potenza di rifrazione delle lenti naturali (cornea e cristallino).
Questo esame è indispensabile per la chirurgia della cataratta, dato che il suo scopo principale è calcolare il potere diottrico della lente intraoculare (IOL) da impiantare al posto del cristallino opacizzato. L’utilizzo di biometri di ultima generazione, che impiegano laser a coerenza parziale (biometria ottica), ha portato l’accuratezza del calcolo a livelli eccezionali, garantendo risultati visivi post-operatori ottimali e personalizzati per il paziente. Una biometria precisa è la chiave di volta per eliminare non solo la cataratta, ma anche eventuali difetti refrattivi preesistenti, offrendo la possibilità di un recupero visivo completo e nitido.
Campo visivo
L’esame del campo visivo (o perimetria) è un test funzionale che misura la sensibilità della visione periferica e centrale del paziente, mappando l’intera area visiva. A differenza degli altri esami che analizzano la struttura dell’occhio, il campo visivo valuta l’efficienza del percorso nervoso, dal nervo ottico alla corteccia visiva del cervello. Viene utilizzato in modo prevalente per due scopi principali:
- diagnosi e monitoraggio del glaucoma: il glaucoma causa una perdita graduale e progressiva del campo visivo, che inizia in periferia. La perimetria è l’unico strumento in grado di quantificare e documentare questa perdita nel tempo, permettendo al medico di stabilire se la terapia farmacologica che viene istaurata come primo approccio alla diagnosi della patologia stia funzionando o se sia necessario un istaurare una terapia più incisiva ovvero di tipo chirurgico (come la trabeculectomia);
- diagnosi di patologie neurologiche: alterazioni specifiche del campo visivo possono indicare la presenza di danni al nervo ottico o di lesioni cerebrali.
Se hai bisogno di una diagnosi accurata che si avvalga delle tecnologie più avanzate, contatta lo studio del Dott. Luca Cappuccini per prenotare una visita oculistica completa integrata da esami strumentali di alta precisione.
