
Patologia Oculare
Cataratta
La cataratta è una patologia oculare legata all’invecchiamento che provoca l’opacizzazione del cristallino e una visione annebbiata. L’unico trattamento efficace è l’intervento chirurgico, oggi sicuro e rapido, che rimuove il cristallino danneggiato e lo sostituisce con una lente intraoculare, restituendo nitidezza e autonomia visiva al paziente.
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Cataratta
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La cataratta è la patologia oculare correlata all’invecchiamento più comune e rappresenta la principale causa di deficit visivo a livello globale. Si manifesta attraverso l’opacizzazione progressiva del cristallino, la lente naturale dell’occhio, che perde gradualmente la sua trasparenza e la sua capacità di mettere a fuoco correttamente le immagini. La conseguenza diretta è una visione sempre più annebbiata e sfocata, che rende difficili le attività quotidiane e compromette significativamente l’autonomia.
Oggi, l’intervento di cataratta è diventato un’operazione di microchirurgia di routine, estremamente sicura e rapida, che non solo risolve l’opacizzazione ma, grazie all’impianto di lenti intraoculari (IOL) avanzate, permette anche di correggere contestualmente i difetti visivi preesistenti. In sostanza, è un intervento che trasforma la vita e restituisce nitidezza e colore alla visione del paziente.
Se stai notando un peggioramento progressivo e un annebbiamento della vista, potrebbe trattarsi di cataratta. Prenota subito un consulto con il Dott. Luca Cappuccini per una diagnosi precisa.
Cos’è la cataratta e perché si forma: le cause
Per comprendere la natura e l’origine della cataratta, è necessario considerare il cristallino, la lente naturale situata all’interno dell’occhio, subito dietro l’iride. In condizioni normali, il cristallino è perfettamente trasparente e flessibile e agisce come un meccanismo di zoom (accomodazione) concentrando la luce sulla retina. La cataratta è definita come l’opacizzazione progressiva di questo cristallino, quindi è come se la lente trasparente diventasse lentamente satinata o giallastra.
Le cause sono prevalentemente legate all’invecchiamento (cataratta senile): con il passare degli anni, le proteine che compongono il cristallino subiscono alterazioni chimiche e strutturali, perdendo la loro trasparenza e la capacità di rifrazione della luce. Questa è la forma più comune e si sviluppa in modo graduale dopo i 60 anni.
Tuttavia, esistono anche cause secondarie o non legate all’età. Le principali sono:
- fattori metabolici: patologie come il diabete mellito possono accelerare significativamente la formazione della cataratta;
- traumi oculari: lesioni fisiche o contusioni all’occhio possono indurre l’opacizzazione del cristallino;
- farmaci: l’uso prolungato di alcuni farmaci, in particolare i corticosteroidi, può causare una cataratta iatrogena;
- fattori ambientali: l’esposizione cronica e non protetta ai raggi ultravioletti (UV) è un fattore di rischio riconosciuto per l’insorgenza precoce della cataratta;
- cataratta congenita: una forma più rara in cui il cristallino è opaco fin dalla nascita.
Indipendentemente dalla causa, una volta che il cristallino diventa opaco, l’unico modo efficace per ripristinare la visione è la sua rimozione chirurgica.
I sintomi: come la cataratta compromette la visione quotidiana
La cataratta non è caratterizzata da dolore, piuttosto da un deterioramento progressivo della qualità visiva. I sintomi si manifestano in modo insidioso e peggiorano gradualmente, influenzando pesantemente la vita quotidiana e l’autonomia del paziente. I più comuni, che indicano la progressione della cataratta, includono:
- visione offuscata o annebbiata: il sintomo più comune è la sensazione di vedere attraverso un vetro sporco o appannato. I colori appaiono sbiaditi, meno brillanti e meno vividi;
- abbagliamento (fotofobia): una maggiore sensibilità alle luci intense, specialmente di notte. Si percepiscono aloni o stelle intorno alle fonti luminose (come i fari delle auto), rendendo la guida notturna pericolosa e difficile;
- difficoltà nella visione notturna: la visione diventa particolarmente difficile in condizioni di scarsa illuminazione o al crepuscolo, quando la pupilla si dilata per far entrare più luce e l’opacità del cristallino diffonde maggiormente i raggi luminosi;
- cambiamenti frequenti della prescrizione ottica: la necessità di cambiare frequentemente la gradazione di occhiali o lenti a contatto, poiché l’opacizzazione del cristallino altera costantemente il potere refrattivo dell’occhio;
- visione doppia (diplopia monoculare): in rari casi, l’opacità può causare la visione sdoppiata anche quando si guarda con un solo occhio.
Quando questi sintomi iniziano a compromettere l’attività lavorativa, l’autonomia personale (come cucinare o vestirsi) o la sicurezza (come guidare), è il momento di considerare seriamente l’intervento chirurgico.
Diagnosi e il momento giusto per l’intervento
La diagnosi di cataratta è semplice e veloce e viene stabilita durante una visita oculistica specialistica. Il processo diagnostico è fondamentale per definire non solo la presenza della cataratta, ma anche il momento più opportuno per l’intervento.
La diagnosi si basa sull’esame del cristallino attraverso la lampada a fessura (biomicroscopia). Con questo strumento, il medico è in grado di osservare e classificare il grado di opacità del cristallino.
Il momento giusto per l’intervento non è dettato da una soglia di età o di opacità, ma dalla compromissione della qualità della vita del paziente. Non è necessario che la cataratta sia “matura” per essere operata: se la visione compromette la guida, la lettura o le attività che il paziente desidera svolgere, è il momento di intervenire.
Una volta presa la decisione chirurgica, sono necessari esami di calcolo estremamente precisi, quali:
- biometria oculare: è l’esame diagnostico cruciale per la chirurgia della cataratta. Misura la lunghezza assiale dell’occhio, la profondità della camera anteriore e la curvatura della cornea;
- calcolo della lente intraoculare (IOL): utilizzando i dati della biometria, il medico calcola il potere diottrico esatto della IOL da impiantare. L’accuratezza di questo calcolo è essenziale per il successo visivo finale dell’intervento.
Il progresso tecnologico nella biometria ottica di ultima generazione garantisce che il calcolo della lente sia estremamente preciso, permettendo al chirurgo di ottenere risultati visivi eccellenti, spesso eliminando o riducendo la dipendenza dagli occhiali per lontano.
L’intervento chirurgico: la facoemulsificazione e il ruolo delle IOL
L’intervento di cataratta è diffusissimo ed è ormai una procedura standardizzata, sicura ed efficace. La tecnica si chiama facoemulsificazione, la cui procedura si articola in diverse fasi. Si parte dall’anestesia, solitamente locale (quindi solo con l’uso di colliri anestetici); successivamente, il chirurgo esegue una minuscola incisione (di 2 mm o anche inferiore a 2 mm) attraverso la quale introduce una sonda a ultrasuoni, che frantuma il cristallino opacizzato in piccoli frammenti (facoemulsificazione), che vengono poi aspirati.
L’intervento può essere eseguito seguito anche con la tecnica laser (FEMTOLASER), una tecnologia oftalmica che utilizza impulsi laser ultra-brevi per eseguire micro-incisioni estremamente precise e veloci all’interno della cornea o del cristallino. Grazie a questa precisione estrema, è possibile eseguire passaggi chirurgici (come la creazione del flap corneale nella chirurgia refrattiva ReLEx SMILE o Femto-LASIK, o la frammentazione del cristallino nella cataratta) senza l’uso di bisturi meccanici, garantendo una maggiore sicurezza e risultati ottimali per il paziente.
Una volta rimossa la cataratta, attraverso la stessa micro-incisione, viene inserita la lente intraoculare (IOL) pieghevole, che si dispiega all’interno della capsula naturale del cristallino e rimane fissa in modo permanente.
La scelta della IOL è determinante. Ne esistono diverse tipologie, scelte in base alle esigenze e allo stile di vita del paziente:
- IOL monofocali, che correggono la visione per una sola distanza (solitamente il lontano), rendendo necessari gli occhiali da lettura;
- IOL toriche, che correggono anche l’astigmatismo preesistente;
- IOL multifocali o trifocali, che permettono la visione nitida a diverse distanze (vicino, intermedio e lontano), riducendo notevolmente o eliminando la dipendenza dagli occhiali in tutte le situazioni;
- IOL EDOF, che permettono la visione nitida per lontano e per l’intermedio come il computer;
- IOL toriche multifocali, trifocali ed EDOF, che permettono la correzione dell’astigmatismo e la visione nitida a diverse distanze.
Il tutto avviene in regime day surgery, quindi il paziente torna a casa il giorno stesso dell’intervento (a meno che non sorgano complicazioni).
I vantaggi della chirurgia moderna e il recupero post-operatorio
L’intervento di cataratta moderno offre vantaggi straordinari rispetto alle tecniche del passato. La procedura è estremamente rapida (spesso dura meno di 20 minuti), è a basso rischio e non richiede degenza ospedaliera.
Il recupero visivo è rapido: già il giorno dopo l’intervento, la maggior parte dei pazienti sperimenta un significativo miglioramento della vista. Il recupero completo, tuttavia, richiede alcune settimane.
Nel post-operatorio, il paziente dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni del chirurgo, che includono l’uso di colliri (antibiotici e antinfiammatori) per un periodo stabilito, evitare di strofinare l’occhio, l’uso di occhiali protettivi e limitare l’esposizione a polvere e ambienti inquinati per alcune settimane.
La chirurgia della cataratta non è solo un intervento di rimozione di una patologia, ma un’opportunità di miglioramento visivo, dato che spesso permette di correggere difetti di vista preesistenti e garantisce una qualità visiva migliore di quella pre-cataratta.
Il Dott. Cappuccini è disponibile per visite oculistiche e per Interventi Chirurgici nei suoi studi
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